Il minestrone è una zuppa di verdure ricca e confortante, nata dalla tradizione contadina e ancora oggi molto amata. Non esiste una ricetta unica: ogni famiglia usa le verdure che ha a disposizione, e ogni stagione ne cambia la composizione. Con pasta e fagioli diventa un piatto unico che sazia davvero.
Le verdure e il soffritto
Si comincia con un soffritto di cipolla, carota e sedano tagliati a dadini, cotti dolcemente in olio d'oliva. Si aggiungono poi le altre verdure a pezzetti: patate, zucchine, cavolo, fagiolini, piselli, spinaci, bietole o quello che c'è. Si copre con acqua o brodo vegetale e si lascia sobbollire piano, senza fretta, finché tutto è tenero e la zuppa ha preso sapore.
I fagioli sono il cuore del minestrone. Quelli secchi vanno messi a bagno in acqua fredda per molte ore, poi sciacquati e cotti a lungo fino a diventare cremosi. Non vanno mai mangiati poco cotti. Se si usano fagioli già cotti, in barattolo, basta scolarli e sciacquarli. Una parte dei fagioli si può schiacciare con una forchetta per rendere la zuppa più cremosa.
Pasta, riso e tocchi finali
Verso la fine della cottura si aggiunge la pasta corta, per esempio ditalini o piccoli maccheroni, oppure un poco di riso. La pasta va cotta direttamente nella zuppa, che deve essere abbastanza liquida perché la pasta assorbe molta acqua. Si mescola spesso perché non si attacchi al fondo. A cottura ultimata, la zuppa deve avere una consistenza densa ma ancora facile da mangiare con il cucchiaio.
Il tocco finale fa la differenza. Un filo di olio d'oliva a crudo, un po' di parmigiano grattugiato, pepe nero macinato e foglie di basilico fresco rendono il minestrone davvero speciale. Un cucchiaio di pesto sopra, in stile ligure, lo trasforma in un piatto quasi elegante. Servito con una fetta di pane tostato strofinato con l'aglio, è un pasto completo.
Il minestrone è ancora più buono il giorno dopo. Lascialo raffreddare, poi conservalo in frigorifero in un contenitore chiuso e riscaldalo lentamente, fino a portarlo a bollore. Si può anche congelare a porzioni, senza la pasta, che è meglio aggiungere al momento. È il piatto ideale per usare le verdure che rischiano di rovinarsi, e ogni volta ne nasce una zuppa diversa.